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#E… per la prima volta parlano i Sonics

LOCANDA LUMIÈRE  - Atto secondo: “Ciak, si gira!”

 
idea e direzione: Alessandro Pietrolini 
messa in scena: Alessandro Pietrolini, Milo Scotton
testi: Antonio Villella, Alessandro Pietrolini
costumi: Ileana Prudente, Caterina Barbero, Irene Chiarle
con Claudio Bertolino, Artur Cacciolari, Olivia Ferraris, Pier Paolo Congiu, Alessandro Pietrolini, Jessica Pioggia, Ileana Prudente, Federica Vaccaro
luci: Giovanni Ricciardi
head rigger: Amos Massingue
presso Teatro Carcano
Giudizio complessivo:
Impegno:

Al Teatro Carcano di Milano ritornano con un nuovo spettacolo (dopo DUUM dell’anno scorso) i Sonic, e oltre a meravigliarci per le loro performance li sentiremo anche parlare.

Quest’anno gli artisti della compagnia Sonic ci presentano uno spettacolo straordinario e di per se unico nel suo genere. Oltre alle spettacolari acrobazie, avvalorati dalla perfetta scenografia, la rappresentazione si avvale anche della “parola”: per la prima volta li sentiremo anche esibirsi in dialoghi tra il comico e il faceto dal risultato di una cabarettistica commedia.

August non si può vivere di sola arte: Noi abbiamo fame.

Louis, la notte di Natale arriva in una sperduta locanda dove viene accolto da August il proprietario e sua moglie Elodie.

Ma Lei è un avventore? Allora avvenga. Avvenga avventore l’accompagno nella locanda, sa ha 500 stanze ma lei può vedere solo quelle che vuol vedere.

Inizia così un soggiorno magico in cui Louis verrà catapultato in un mondo alquanto fantasioso.

Vedremo statue che statue non sono, è arte contemporanea e l’arte si sa è sempre in movimento. E quando verrà servita la cena la cuoca Delizia catapulterà il visitatore in un mondo utopistico.

È ora di andare a dormire e allora che si accenda pure il carillon che cullerà il sonno di questo avventore. E che carillon! Un’esibizione che le parole non possono in nessun modo descrivere perché non c’è un aggettivo in grado di spiegare appieno l’esibizione, solo vedendola si può, forse, coglierne la dimensione.

E la chiave che Louis porta al collo, che con vari rocamboleschi tentativi ed aiutato dai suoi fedeli August riuscirà a prendere, aprirà il baule che custodisce così gelosamente da tanto tempo.

È un baule magico! Contiene un sogno! Un sogno di ragazzini che una volta uscito fuori ci regalerà un “visione” che non finirà mai!

I costumi, bellissimi, sono liberamente ispirati dallo Steampunk (filone letterario della narrativa fantastica e fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica).

Signori e Signore si di arte si può vivere, e che arte!

E come ogni anno i Sonic hanno lasciato a bocca aperta, affascinati, sognanti sia grandi che piccini.

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