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#L'Arcimboldi viene colonizzato dalla bizzarria del Rocky Horror

ROCKY HORROR SHOW

musiche: Richard O’Brien
regia: Sam Buntrock
coreografo: Matthew Mohr
scene: David Farley
costumi: David Farley
con Gary Tushaw (Frank‘n‘Furter), Sophie Isaacs (Janet), Felix Mosse (Brad), Stuart Matthew Price (Riff Raff), Anna Lidman (Magenta), Holly Atterton (Columbia), Ryan Goscinski (Rocky), Daniel Fletcher (Eddie/Dr.Scott),
Jenny Perry (Phantom), Katie Monks (Phantom), Jamie Jukes (Phantom), Christopher Parkinson (Phantom), Sarah Wilkie (Swing/Dance Captain), Aaron Kavanagh (Swing)
orchestra: Jeff Frohner (Musical Director/Keyboard), Alex Nies (Drums), Robert Lindemann (Bass), Michel Santunione (Guitar), Matthias Jahner (Saxophone)
Giudizio complessivo:
Impegno:

728x90 set2

Dopo due anni di assenza, torna sulla scena milanese il musical forse più bizzarro del genere, Rocky Horror al Teatro degli Arcimboldi fino al 5 novembre.

La trama è quella consueta. In una notte buia e tempestosa, Brad e Janet, freschi di fidanzamento, forano una gomma e cercano riparo dentro un vecchio castello. Qui si trovano contorniati da singolari personaggi, tra cui, il gobbo tuttofare Rif Raf, la sorella cameriera Magenta, lo scienziato pazzo, transessuale e bisessuale Frank-N-Furter e la sua groupie Columbia. I due fidanzatini verranno coinvolti in surreali esperimenti ed iniziati a singolari pratiche sessuali fino a che, in modo cruento, l'ordine naturale delle cose non verrà ristabilito e Rif Raf con la sorella faranno ritorno a Transexual Transylvania, il loro pianeta di origine, lasciando Brad e Janet alquanto sconvolti dalle avventure sessuali notturne e 

strisciando sulla superficie del pianeta, insetti detti "razza umana", persi nel tempo, nello spazio e nel significato".

Il Rocky Horror, fin dal suo debutto nel West End londinese nel lontano 1973, è un'istituzione nel panorama teatrale per la sua unicità sotto numerosi aspetti, oltre che per la singolarità di trame e temi trattati, per la sua caratteristica di essere uno spettacolo che presuppone un'interazione del pubblico con gli attori sul palco e tra gli spettatori stessi. Purtroppo in questa versione, tale carattere interattivo non è stato rispettato, se non da chi conosceva già il Rocky, ma non ha pressochè coinvolto il resto della platea; peccato perchè si è perso un po' il carattere fuori dagli schemi dei questo show.

Regia, scenografie, effetti scenici e costumi degni dell'esibizione, musica live ben orchestrata e cast all'altezza del ruolo recitato. Anche se la caratterizzazione di Frank è apparsa, in questa prima serata, piuttosto sotto tono. Pubblico calorosissimo verso Claudio Bisio, nella veste del narratore, unico personaggio a recitare in italiano in uno spettacolo interamente in lingua originale.

In conclusione, consiglio calorosamente a tutti di approfittare dell'occasione di passare una serata vivace, con l'apertura mentale di seguirlo attivamente al fine di goderne appieno l'irriverenza. Ancora meglio se ad accompagnarvi è una persona speciale.

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Articolo pubblicato anche su Metropolitan Magazine Italia.

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