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#Saldi estivi 2018: Zara, Gucci ed H&M sul podio dei più cliccati

Tutti pazzi per Zara in tempo di saldi estivi. A rivelarlo è SEMrush la piattaforma di marketing on line che ha analizzato quali sono i brand in offerta più cercati su Google questa estate.

Sarà per la varietà di capi proposti sempre al passo con le ultime tendenze, sarà per i prezzi abbordabili, fatto sta che dalla ricerca è emerso che è proprio il marchio di fast fashion di proprietà del gruppo spagnolo Inditex ad essere il leader assoluto per la ricerca a tema saldi estivi.

Amato da sempre da donne di spicco come la Duchessa di Cambridge, Catherine Middleton, che nel maggio scorso si è presentata al Houghton Horse Trials, l’evento più prestigioso nel Norfolk, indossando un vestitino di cotone con stampa floreale della nota marca commerciale spagnola del costo di 39 sterline, e la Regina di Spagna Letizia Ortiz, che sceglie spesso capi Zara per omaggiare la moda del suo Paese.

E come non parlare poi del capo più controverso degli ultimi mesi, il famigerato parka verde indossato dalla First Lady d’America, Melania Trump, il 21 giugno scorso mentre saliva sulla scaletta dell’Air Force One per recarsi in visita al centro di accoglienza per i minori migranti. Il parka, che presentava sulla schiena, ben in vista e a favore di pubblico e fotografi, la scritta «I really don’t care, do you?» (A me proprio non interessa, e a te?), era firmato proprio Zara e costava circa 39$. Grandi polemiche e tantissime teorie sul senso della scelta della First Lady che oltretutto, a differenza delle due regnanti citate prima, non ha assolutamente l’abitudine di indossare capi low cost.

Sarebbe da scartare l’idea che l’infelice frase fosse rivolta ai bimbi immigrati, visto che una volta arrivata in Texas il parka era sparito, più plausibile quanto dichiarato dal Presidente stesso, ossia che "le parole sono rivolte ai fake news media", diversa ancora la versione della portavoce dell'ex modella slovena: "Non c'è alcun messaggio nascosto, è solo una giacca". Insomma, mistero sul reale destinatario del messaggio di Melania ma grande visibilità per Zara, anche se sarà difficile poterla emulare comprando il parka in saldo, visto che il capo è del 2016.

Sempre secondo la ricerca, due marchi molto ricercati e agli antipodi tra loro sono Gucci ed H&M. Non stupisce l’interesse per la casa di moda italiana che sta vivendo una seconda giovinezza sotto la guida di Alessandro Michele, nominato direttore creativo nel gennaio 2015, che ha saputo rilanciare l’immagine del brand in un modo che ha lasciato i più a bocca aperta.

 Il 46 enne stilista romano, inserito nel 2017 dal Times nell’elenco dei 100 personaggi più influenti al mondo, grazie ad un approccio alla moda completamente reinventato e ad uno stile eccentrico ma moderno, ha portato la griffe del gruppo Kering ad essere tra le più apprezzate da influencer e divi hollywoodiani. Per capire la portata del successo del brand basti pensare che risulta essere in vetta alla classifica dei marchi di maggior valore, stilata ogni anno da Brand Finance, la società di consulenza britannica.

Il colosso svedese Hennes & Mauritz AB, meglio conosciuto come H&M, famoso per portare l’alta moda alla portata di tutti, grazie alle collaborazioni con colleghi blasonati del calibro di Karl Lagerfeld e Balmain, in tempo di saldi abbassa i già democratici prezzi anche del 70%, facile quindi intuirne l’appeal. Buon per lui perché non ha passato un periodo facile. Dopo essere stato considerato per anni un retailer rivoluzionario con una filiera rapida, ha mostrato nel 2006 un rallentamento nelle vendite, culminato nel quarto trimestre del 2017, quando ha dichiarato i peggiori dati di vendita di sempre. Altro grattacapo che ha visto protagonista il brand svedese di recente, è stato la protesta insorta sui social dopo una campagna accusata di razzismo, a cui è seguito l’abbandono di alcuni ambasciatori del marchio, tra cui il rapper The Weeknd, e le pesanti critiche di parecchi personaggi influenti. Nella campagna incriminata si vedeva un bambino afroamericano che indossa una felpa con la scritta “la scimmia più cool della giunga".

Nel settore sportivo trionfa la multinazionale americana Nike seguita a ruota dal marchio tedesco Adidas che conosce bene il valore delle collaborazioni. Un grande successo è stata quella con Kanye West per la linea Yeezy, e c'è molta curiosità per quella annunciata da poco con il colosso svedese dell’arredamento Ikea, e che riguarderà il lancio di una capsule sportswear di accessori dedicati agli amanti dello sport da praticare in casa.

Oltre alle offerte dei brand, le persone cercano sconti anche degli e-commerce di moda, e qui a vincere è il sito tedesco Zalando, nato nel 2008 e che offre il suo servizio di rivendita in 15 stati d’Europa, seguito dal sempre amatissimo Asos, sito internazionale con sede a Londra, di moda e cosmetici. Asos, che ha di recente annunciato una svolta animalista, secondo la quale dal gennaio 2019 non verranno più venduti sulla piattaforma prodotti fatti con piume, seta, cashmere e mohair, nel marzo scorso è uscita brillantemente da una situazione spinosa. Dopo aver stampato ben 17.000 buste con un refuso ("onilne" al posto di online), invece di eliminarle e insabbiare l’errore, lo ha evidenziato con un simpatico tweet ("Ok, quindi potremmo dire di aver stampato 17.000 buste con un refuso. Ma lo chiameremo edizione limitata") che è diventato virale suscitando la simpatia e l’appoggio di fan e clienti.

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