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#Appiano, Spade e Bourdain si suicidano: quando il successo non basta

La scrittrice, la stilista e lo chef si sono tolti la vita a pochi giorni di distanza l’una dagli altri.

Tre professionisti di grande successo nel loro campo, amati e apprezzati dal grande pubblico, hanno preso la tragica decisione di togliersi la vita, a pochi giorni di distanza tra loro, gettando nello sconforto coloro che li conoscevano e amavano e che mai avrebbero sospettato la portata del loro malessere. Tre carriere “pulite” senza scandali o particolari scheletri nell’armadio, tre personaggi rispettati e pluripremiati nel loro campo. In comune avevano anche l’età, tutti e tre erano vicini alla sessantina, come se questa data rappresentasse una sorta di tragico traguardo, la data di un esame che non ritenevano di aver superato, e tutti e tre erano ancora molto attivi nel loro lavoro, ben lontani da ritirarsi dalle scene.

Eppure evidentemente avere successo nel lavoro che si ama a volte non basta. A quanto pare dietro quelle vite apparentemente perfette si celavano insicurezze e sofferenze, tante e tali da spingerli a decidere di farla finita.  

La prima, Il 3 giugno è stata l’italianissima Alessandra Appiano scrittrice, giornalista e opinionista tv che ha posto fine alla sua vita a 59 anni. Nessuna poteva sospettare che la raffinata scrittrice, sempre sorridente nei salotti tv, avesse problemi di depressione, eppure la Appiano era ricoverata da alcuni giorni presso la clinica Villa Turro, alla periferia di Milano, specializzata nella cura dei disturbi dell'umore. La mattina del tragico gesto ha lasciato la struttura, si è recata in un albergo e si è gettata nel vuoto.

La scrittrice, nata ad Asti, con il suo primo romanzo del 2003, Amiche di Salvataggio, aveva vinto il Premio Bancarella, per poi scrivere numerosi altri libri tradotti in tutta Europa. Appiano collaborava con varie testate giornalistiche, partecipava come ospite opinionista in numerosi talk show di Rai e Mediaset e si occupava di volontariato. Nel 2013 era stata insignita dell’Ambrogino d’oro, la massima onorificenza del Comune di Milano.


 

La giornalista, nota per la sua classe e pacatezza, gentile nell’esporsi ma ferma nelle sue opinioni, era una vera e propria icona di femminismo "garbato" e alle donne aveva dedicato tutta la sua produzione. Era sposata con il giornalista Nanni Delbecchi e la coppia non aveva figli.

Tantissimi sui social i messaggi di affetto da parte dei colleghi che l’avevano conosciuta e apprezzata:

Il 5 giugno La stilista americana Kate Spade, 55 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento di New York, pare che si sia tolta la vita strangolandosi con un foulard legato alla maniglia di una porta di casa. Tra i tre personaggi di cui stiamo parlando, era forse quella più “a rischio”, era noto da tempo infatti che la donna soffrisse di depressione e di un disturbo bipolare, e pare che la recentemente richiesta di divorzio del marito avesse aggravato i suoi disturbi.

Era stato proprio con il marito Andy Spade che nel 1993 Kate fondò Kate Spade New York, brand divenuto inizialmente famosissimo per le borse glamour ma che poi ampliò il proprio range di prodotti proponendo abbigliamento, gioielli, biancheria e profumi. 

Nel 2006 la decisione di dedicarsi alla famiglia e di cedere le quote a Neiman Marcus, per poi rimettersi in gioco nel 2016 con il nuovo brand Frances Valentine, nome scelto in onore della figlia tredicenne. Kate Spade contava 140 negozi in America e 175 rivendite in tutto il mondo, nel 2017 era stata nominata tra le Persone più Creative del Business dal magazine Fast Company.

Kate Spade era famosa e apprezzata per il suo stile raffinato e trendy amato dai vip, come la Duchessa di Cambridge e Michelle Obama, che indossano spesso le sue creazioni. 

L’8 giugno è la volta dello chef Anthony Bourdain che si impicca con la cintura del suo accappatoio in una stanza d'albergo di Colmar (Alsazia), dove si trovava per girare alcune puntate del suo show Parts Unknown.

Bourdain, che in Italia è famoso più che altro per la sua love story con Asia Argento, oltreoceano è una vera e propria star, principalmente grazie ai suoi programmi televisivi sul cibo.  Lo chef comincia la sua carriera lavorando in numerosi celebri ristoranti di NY, ma è nel 2000 con la pubblicazione del suo best seller internazionale Kitchen Confidential (in Italia edito da Feltrinelli), a dargli la fama. Seguono rubriche fisse su giornali del calibro di New Yorker e New York Times e una serie di fortunati programmi televisivi in giro per il mondo, come Anthony Bourdain: No Reservations, The Layover e Anthony Bourdain: Parts Unknown.

Dopo due divorzi e una figlia undicenne avuta dalla seconda moglie italiana, lo chef faceva da qualche tempo coppia fissa con l’attrice Asia Argento che aveva anche sostenuto nella campagna #metoo a favore delle donne vittime di abusi a Hollywood. Il movimento era partito in seguito dello scandalo Weinstein, che aveva visto proprio la Argento coinvolta in prima persona nel denunciare le violenze subite da parte del produttore cinematografico.

L’attrice italiana ha espresso la sua disperazione per la morte del compagno con un post su Instagram in cui chiedeva comprensione e rispetto.

Un post condiviso da asiaargento (@asiaargento) in data:

Argento, che ultimamente fatica davvero a stare lontana dalle polemiche, non è stata accontentata, e nel giro di poco tempo è stata sommersa di messaggi in cui le venivano rinfacciate delle recenti foto paparazzate in cui abbracciava il giornalista francese Hugo Clément, e che, secondo i suoi detrattori, potrebbero avere mandato in crisi Bourdain.

Non è noto se lo chef fosse vittima di disturbi depressivi però lui stesso aveva raccontato di aver sofferto di dipendenze e di essere uscito da un passato da eroinomane.


 

Insomma questo mese potrà essere ricordato come il triste giugno delle morti illustri e inspiegabili, ma se sui perchè dietro a queste scelte non avremo mai una risposta, possiamo fare un’ipotesi sulla scelta del periodo comune. Secondo uno studio del professor Fotis Papadopoulos, docente di Psichiatria all'università svedese di Uppsala, "se tracciamo una linea per rappresentare l'inverno e una per la primavera, è in prossimità di questa che notiamo un aumento dal 20 al 60% dei suicidi". Questo per via della serotonina, ovvero il neurotrasmettitore che regola l'umore. "Quando trattiamo i pazienti con antidepressivi – spiega infatti il professore - ci vogliono almeno tre o quattro settimane per cambiare il loro stato d'animo". E in questo periodo "alcune persone diventano fisicamente più attive o agitate. E questa loro anomala agitazione può portare alcuni di loro al suicidio. Forse il sole potrebbe avere lo stesse effetto". L'eccesso di "buonumore" dovuto al sole insomma, porterebbe alcuni soggetti in cura con antidepressivi ad avere pensieri suicidi.

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