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#Andare avanti senza dimenticare

SPINGENDO LA NOTTE PIÙ IN LÀ

autore: Mario Calabresi
editore: Mondadori
genere: Biografie
anno: 2010
lunghezza di stampa: 125 pagine
ISBN: 978-88-045-6842-1

Rimasi ad ascoltarlo a lungo e sentii che era giusto guardare avanti, camminare, impegnarsi per voltare pagina nel rispetto della memoria. Dovevo portarlo con me nel mondo, non umiliarlo nelle polemiche e nella rabbia, così non l'avrei tradito.
Bisognava scommettere tutto sull'amore per la vita. Non ho più cambiato idea.

12 dicembre 1969 un boato squarciò l'aria di una Milano che si preparava alle festività natalizie, un boato che entrò come mille lame nel corpo di 17 persone straziandone i corpi e nel corpo di altre 80 che rimasero ferite. Quelle lame entrarono in modo diverso anche nei cittadini attoniti di fronte a tanta ferocia e uniti nel dolore per quelle vittime in cui era facile identificarsi.

Il destino di molte persone si scrisse in quel preciso momento. Destino di morte non solo per le vittime dirette ma anche per il giovane Pinelli primo indiziato per la bomba di piazza fontana che terminò la sua vita con un volo dalla finestra del commissariato di polizia e Calabresi che quel commissariato dirigeva.






La morte di Pinelli avviò il conto alla rovescia nella vita di Calabresi che da quel momento seppe di essere accompagnato nei suoi passi da qualcosa di ineluttabile. Venne ucciso tre anni dopo con dei colpi di pistola alle 9.15 del mattino, mentre apriva la portiera della Cinquecento blu di sua moglie, come ci racconta il figlio, Mario Calabresi nel libro "Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo." Quei colpi di pistola cambiarono sia il corso degli eventi pubblici che la vita della famiglia del commissario che lasciò una moglie e tre figli piccoli. Nel libro vengono raccontate anche le storie delle altre famiglie vittime del terrorismo di quegli anni: di chi è riuscito a ripartire lottando per far si che la memoria dei propri cari non cadesse nell'oblio e di chi invece non ha più avuto la forza di sopportare tutto quel dolore.

Lo stile della scrittura è limpido e lascia nel lettore la curiosità di scoprire la storia successiva. Mario Calabresi riesce a farsi carico delle storie degli altri raccontandole, dando voce a chi è rimasto ammutolito dal dolore, dalla disperazione e dal senso di ingiustizia. Le sue parole raccontano di un percorso personale complesso che ha lasciato spazio ad una visione di rinascita fondamentale per non rimanere intrappolato nell'odio, nel risentimento e nel passato, ed è in questa visione che finalmente la memoria del padre trova la giusta elaborazione e finalmente permette all'autore di guardare al futuro.

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