Log in

#L’Amicizia, come l’amore, supera ogni oltre avversità

UNA VITA COME TANTE

autore: Hanya Yahagihara
editore: Sellerio
genere: narrativa
anno: 2016
lunghezza di stampa: 1094 pagine
ISBN: 978-88-389-3568-8

La giustizia è per le persone felici, per chi ha avuto la fortuna di vivere una vita definita più delle certezze che dai dubbi.

«Corretto e scorretto» invece sono per … be’, forse non per le persone infelici, ma per quelle segnate: per le persone spaventate.

…«l’assioma dell’insieme vuoto è l’assioma associato allo zero. Presuppone che ci sia il concetto di niente, il concetto di zero: zero valori, zero elementi. La matematica ipotizza che esista un concetto di niente, ma è dimostrato? No. Però deve esistere».

«E volendo fare i filosofi possiamo dire che la vita stessa è l’assioma dell’insieme vuoto. Inizia da zero e finisce con zero. Sappiamo che entrambi gli stati esistono, ma non saremo mai coscienti né dell’uno né dell’altra esperienza: tali stati sono parti essenziali della vita, anche se non possono essere percepiti come vita. Noi presumiamo il concetto di niente, ma non possiamo dimostrarlo. Eppure, deve esistere».

«Qual è il tuo assioma preferito»?

«L’assioma dell’uguaglianza» …

L’assioma dell’uguaglianza stabilisce che X è sempre uguale a X: pertanto, un oggetto che chiamiamo X deve essere necessariamente uguale a se stesso; ciò lo rende unico, perché in possesso di una caratteristica così immutabile che siamo costretti a considerarlo assolutamente, inevitabilmente, uguale a se stesso per sempre, e perché la sua elementarità non potrà mai essere alterata.

…Se le caratteristiche del primo gruppo di persone erano presenti anche nel secondo, come avevano fatto i suoi nuovi amici a scegliere una strada così radicalmente differente?

Gli eventi della sua esistenza non avevano subito solamente una correzione di rotta: si erano letteralmente capovolti, a un livello inimmaginabile.

Era passato dal nulla assoluto a un’abbondanza quasi eccessiva. A quel punto gli tornava in mente l’affermazione di Harold secondo la quale la vita trovava sempre il modo di ricompensarti per quello che ti toglieva, e si rendeva conto di quanto fosse vera.

… aveva provato la stessa sensazione che lo coglieva ogni volta che gli capitava di pensare a lui, a cosa fosse stata la sua vita: avrebbe potuto definirla tristezza, perché fosse chiaro che in quella tristezza non c’era ombra di compassione. Era una tristezza più grande e profonda, che sembrava voler abbracciare tutte le persone infelici, miliardi di persone che non conosceva e che si sforzavano di vivere le loro vite; una tristezza mista a stupore e ammirazione per gli sforzi che tutti quegli esseri umani dedicavano a tirare avanti anche quando era così difficile farlo, e le circostanze invitavano solo ad arrendersi.

La vita è così triste, eppure continuiamo a viverla, tutti: le resistono attaccati, tenacemente, cercando qualcosa che ci offra un po’ di sollievo.

Ma non disse niente di tuto questo …

… D’altronde, non è forse vero che tutti noi scegliamo sempre una persona, una sola, alla quale raccontare veramente la nostra vita, in ogni suo aspetto?

…E adesso la vita è tornata a essere sempre più difficile, e ogni giorno più complicato da affrontare del precedente.

Al centro delle sue giornate c’è un albero nero e spoglio, con un unico ramo proteso sulla destra, come una protesi da spaventapasseri, ed è a quel ramo che rimane appeso.

Continua a cadere una pioggerellina che rende la sua presa sempre più scivolosa. Ma non molla, per quanto stanco possa sentirsi, perché sotto di lui si apre una voragine così profonda che non riesce a vedere la fine.

È terrorizzato dall’idea di lasciarsi andare, perché è certo di cadere dritto nel buco, ma sa che prima o poi accadrà, e che è inevitabile: la stanchezza finirà per prevalere.

Quattro ragazzi, quattro giovani ragazzi si incontrano al collage, diventano amici, veri amici, e lo resteranno dal primo loro incontro fino all’ultimo giorno della loro vita.

Jude, Malcom, JB, Willem. E poi la loro amicizia si intreccerà con nuovi amici. Da Harold e Julia, a Richard e Lucien, Andy, e gli Irvine che accoglieranno Jude in casa loro quando non saprà dove andare.

Ognuno di loro col proprio passato, col proprio presente, con la voglia di un futuro migliore.

Ognuno ha il proprio bagaglio di storie, chi bello, chi in linea con la vita, chi triste e malinconico, chi terribile.

Chi ne parla, chi ne accenna, chi lo racconta chi lo tiene segreto come la più importante teoria che se finisse in mani sbagliate la userebbe per distruggere il mondo.

Tutto il loro mondo ruota intorno a Jude, il ragazzo più riservato, sensibile, educato e gentile del gruppo, il più indifeso, colui che è arrivato al collage camminando con l’ausilio di due stampelle e con dei vestiti troppo grandi per lui, ed un unico zaino dove è contenuto tutto il suo passato, tutta la sua vita. Così riservato che nessuno dei suoi amici sa nulla sul suo passato.

L’unica cosa che sanno è che è orfano dei genitori ma non ha mai nemmeno accennato a loro.

Jude imparerà, alla soglia dei 50 anni, a fidarsi, a confessare i suoi segreti, a raccontare chi era e tutto il suo passato all’unico amore della sua vita. L’amore più grande. Quello unico. Quello che si trova una sola volta nella vita e mai più.

E quell’amore, quando poi lo si perde che senso ha più vivere?

Un finale senza un lieto fine, come d’altronde spesso è la vita.

L’unico inconveniente di questo libro è che una volta finito si andrà sempre alla ricerca di un altro testo della stessa intensità.

L’altro nota negativa è che non vorresti finisse mai.

Seguite la pagina Facebook di No#News per rimanere aggiornati su altri articoli e non dimenticate di condividere l'articolo!

Lascia un commento