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#Come un fiume che scorre, inesorabilmente arriva al mare!

STONER

autore: John Williams
editore: Fazi Editore
genere: Narrativa psicologica
anno: 2012
lunghezza di stampa: 332 pagine
ISBN: 978-88-641-1236-7

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E malgrado il tempo che passava in casa, riusciva a vedere Grace solo raramente. Edith aveva organizzato con cura le giornate di sua figlia e solo la sera le restava un po’ di tempo libero. Ma Stoner, 4 volte alla settimana, aveva lezione fino a tardi. Quanto rientrava a casa, di solito, Grace era già a letto.

Riusciva a vederla giusto la mattina a colazione e restava solo con lei nei pochi minuti in cui Edith sparecchiava e metteva i piatti a mollo nel lavandino della cucina.

… E a volte sentiva che tra loro c’era ancora una certa vicinanza, una vicinanza che nessuno dei due poteva permettersi di ammettere.

Alla fine tornò alla vecchia abitudine di trascorrere la maggior parte del tempo nel suo ufficio alla Jesse Hall.

Cercava di convincersi che in fondo era una fortuna potersene stare tranquillo a legge.

… Ma la sua mente non si lasciava condurre dove avrebbe voluto: spesso si distraeva dalle pagine che aveva davanti, ritrovandosi a fissare il vuoto inebetito.

… A volte gli sembrava di essere una specie di vegetale e sperava che qualcosa – anche il dolore – lo trafiggesse, per portarlo via.

Era arrivato a un’età in cui, con intensità crescente, gli si presentava sempre la stessa domanda di una semplicità così disarmante che non aveva gli strumenti per affrontarla. Si trovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata.

Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva, se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale.

La domanda portava con sé una certa tristezza, ma era una tristezza diffusa che (pensava) aveva poco a che fare con lui o con il suo destino particolare.

Non era neanche sicuro che essa sorgesse dalle cause più ovvie e immediate, ovvero da ciò che la sua vita era diventata. Sorgeva, secondo lui, dall’accumularsi degli anni, dalla diversità dei casi e delle circostanze e dalla comprensione che era riuscito ad averne. Provava un piacere triste e ironico al pensiero che quel poco di conoscenza che si era conquistato l’avesse condotto a tale consapevolezza e che alla lunga tutte le cose – perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni – erano futili e vuote, e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare.

Leggendo Stoner si avrà la sensazione di paragonarlo ad un lago. Sempre fermo li non più lontano da 150 km dal punto in cui sgorga (leggi vive).

Un lago piatto, poco mosso dal vento, senza onde ad increspare la superficie o animali selvatici a trarne beneficio. Un lago arido.

Se fosse un terreno potrebbe far parte di una prateria brulla, incolta e desolata.

Invece no. Non è così.

La vita di Stoner, a primo acchito, sembra arida ed infelice, però in fin dei conti non lo è. È il tono della scrittura che devia il lettore; ma il lettore più attento, però se analizza a fondo la vita di Stoner si accorgerò che egli ha vissuto la vita forse anche meglio degli altri soprattutto per l’epoca in cui egli è vissuto.

Ha fatto il lavoro che amava fare e non quello impostogli da qualcun altro.

Malgrado un matrimonio poco gratificante è stato capace di innamorarsi nuovamente con passione e slancio e di viverlo come avesse solo 20 anni.

Voi credete che non abbia sofferto? Semplicemente si è “autocensurato” si è adattato al dolore e alla sofferenza e non vi ha opposto nessuna resistenza.

Ma ha saputo cogliere tutto ciò che la vita gli ha offerto.

Avrebbe potuto reagire con più enfasi in alcune situazioni. Questo si. Però a quale costo? E quanto o cosa ci avrebbe rimesso, ma soprattutto ne valeva veramente la pena?

Non è una lettura banale, anzi, è profonda ed indagatrice della vita umana.

La vita di un uomo qualunque che solo alla fine rivela la sua straordinarietà.

Un antieroe che parla di noi più di quanto non siamo disposti ad ammettere.

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