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#Parlando con Maysaloun Hamoud e Mouna Hawa per Libere, Disobbedienti, Innamorate.

Abbiamo fatto qualche domanda alla regista Maysaloun Hamoud e all'attrice Mouna Hawa che nel film Libere, Disobbedienti, Innamorate interpreta l'avvocatessa in carriera Laila. Entrambe a Milano per la presentazione del film in uscita nelle sale il 6 aprile, hanno gentilmente risposto a qualche nostra curiosità.

Il titolo originale del film Bar Bahr , che in ebraico sta a significare né qui né altrove, si sintetizza nell'ultima scena del film in cui le tre ragazze sono silenziose, con una birra in mano, con i propri problemi individuali che in tutte e tre hanno un'origine comune. Lei interrompe il film lasciando il dubbio su ciò che sarà il futuro di queste tre giovani disobbedienti. E' anche il suo dubbio personale o ha una risposta che è stata omessa nel film?

Maysaloun: Non credo che il mio lavoro sia dover dare soluzioni. Sono una regista e quindi sollevo questioni, sono uno specchio della società e riporto attraverso il film i problemi comuni. Non voglio avere la presunzione di risolvere nulla.

 

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Quale deve essere oggi l'obiettivo di un'artista in medio oriente che fa cinema. Cosa può il cinema in un periodo di crisi tra il mondo medio orientale e quello occidentale?

Maysaloun: Io credo che l'arte, non solo in medio oriente ma nel mondo intero, e tutte le arti ma in particolare il cinema, siano in grado di cambiare le menti. Questa è la magia dell'arte, ha un potente effetto sulle persone che sono continuamente esposte allo strumento cinematografico. Il mio cinema è legato all'attivismo. Racconto il mio cinema in quanto donna e in quanto individuo. Non c'è nulla da insegnare ad un pubblico occidentale nello specifico. I miei argomenti sono trattati sì in un ambiente medio orientale, ma potrebbero essere trattati ovunque, anche in Italia. Possono esserci società patriarcali ovunque.

 

In quali momenti la vita di Mouna e quella del suo personaggio Laila si sono sovrapposte, e in che modo?

Mouna: Si , molte volte ho affrontato gli stessi problemi di Laila. Io e Laila siamo molti simili ma anche differenti. Quando ho letto la sceneggiatura ho sentito una forte vicinanza con questo personaggio. Mostra l'indipendenza, la forza, la responsabilità per le proprie azioni e l' essere se stessi. Anche dal punto di vista professionale, l'essere uno spirito libero, il dedicarsi ad amori ed amicizie. Laila conosce bene il suo posto e sa come sfruttare la sua forza. Questa forza la usa anche per combatte e difendere l' amicizia. Come Laila ho avuto molti uomini simili a quelli incontrati nel film. Facendo riferimento al titolo del film “in between”, è proprio come essere nel mezzo, tra uomini liberali e uomini che si professano liberali e che poi però non lo sono. Anche dal punto di vista politico ho avvertito un continuo stare in mezzo, così come in famiglia. Sono stata anche io nel mezzo come qualsiasi altra ragazza palestinese che vive Tel Aviv. Ho imparato molte cose da Laila , è stata per me un modello da seguire.

 

Si sente molto dire in giro, e personalmente non sono affatto d'accordo, che questo non sia altro che un Sex and the city ambientato nel mondo arabo. Cosa ne pensa?

Maysaloun:(Ride) Quando le persone pensano che questo sia un Sex and the city arabo lo fanno perché è facile incasellare qualcosa di sconosciuto in ciò che si conosce già, che è già stato etichettato. Il mio film è qualcosa di diverso, di più profondo. Non c'è nulla di kitsch e spero che il pubblico vada a vederlo anche se di sex and the city non ci sia proprio nulla. Ho io una domanda per te ora. Come un ragazzo giovane, italiano e non arabo, vede il mio film. Ti sei riconosciuto, da giovane ragazzo che vive in Italia, nell'uomo mostrato dal mio film? Non credo qui si parli di modelli tanto diversi.

 

Mi rendo conto, in particolar modo provenendo dal sud Italia, che questo tipo di società patriarcale spesso persiste anche nel mondo occidentale ed è un modello molto vicino a quello mostrato nel film, ma io in particolare non mi ci sono riconosciuto.

Maysaloun: Ok, questo è un bene.

 

Ringraziamo Mouna Hawa e Maysaloun Hamoud e ci auguriamo di rivederle presto sugli schermi, a dispetto delle minacce di morte ricevute da parte dei fondamentalisti per il suo prepotente andare contro corrente. Il cinema, ancora una volta, si mostra come uno degli strumenti più efficaci per fare breccia nelle menti, marce o sane che siano.

 

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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