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#Dentro la scatola dei Legno

Sono i nuovi supereroi del panorama indie italiano. Alcuni pezzi del loro album sono già state inserite in numerose playlist di Spotify ed il loro tour sta proseguendo a gonfie vele. Loro sono i Legno e se ancora non li conoscete, ve li presentiamo noi. 

Sono i nuovi supereroi del panorama indie italiano. Alcuni pezzi del loro album sono già state inserite in numerose playlist di Spotify ed il loro tour sta proseguendo a gonfie vele. Loro sono i Legno e se ancora non li conoscete, ve li presentiamo noi. 

 

Ciao Legno, sono Alessandro e, parlando da dietro uno schermo, si può dire che anche io stia indossando una "scatola" sulla testa. Nel mondo della musica ci sono diversi esempi di questo tipo che vanno dai Daft Punk, che vogliono poter vivere una vita normale, a Liberato la cui fama per l'anonimato precede per la musica. Voi a quale corrente di pensiero appartenete e come giudicate gli altri artisti che preferiscono non mostrarsi? 

Il mistero è qualcosa che ci ha sempre affascinato, detto questo non vogliamo coprire la nostra identità, abbiamo voluto creare un personaggio che veste due stati d’animo forti e comuni a tutti: Legno Felice e Legno triste. Legno ci rappresenta. A volte coprirsi è il modo migliore per aprirsi con la gente, quando siamo Legno non abbiamo più segreti, senza veli ci presentiamo al nostro pubblico, come un amico a cui puoi dire e confidare tutto. Abbiamo un rapporto bellissimo con le persone che ci stanno seguendo, a loro non interessa sapere chi c’è dietro la scatola, ma sapere quello che c’è all’interno delle nostre canzoni che magari faranno proprie. Non pensiamo ci sia una corrente di pensiero, c'è una volontà di creare un tipo di rapporto con il pubblico in maniera diversa. Entrambi amanti dei Supereroi della Marvel, finalmente siamo riusciti a realizzare il sogno di una vita: potersi mettere una maschera per salvare il mondo. Insomma, come dice lo Zio Ben: “da grandi poteri, derivano grandi responsabilità" :) :( 


 

Il vostro sound ricorda molto quello dei primi tempi in cui l'indie si affacciava sul web e sulle radio. Oggi questo genere è cresciuto al punto che molto spesso si confonde, e/o si mischia, con il pop. Qual è il confine tra i due generi, se ancora esiste? Quanto conta, realmente, identificarsi in uno specifico genere? E come vi sentite voi? 

Possiamo dire che quello che ormai ascoltiamo e chiamiamo indie è il nuovo pop italiano, che come processo di crescita e di divulgazione ha usato canali non prettamente pop, e con questo intendiamo dire che la musica Indie si è fatta strada nel tempo attraverso i canali social e i live. Questo movimento indie, se così possiamo chiamarlo, ha spezzato totalmente gli schemi a cui eravamo abituati negli ultimi anni. Alcuni canali " preferenziali " per far accrescere un progetto, tipo i programmi televisivi, hanno lasciato il posto ai live e alla crescita dal basso. Un po’ come una volta, sono nate le scene nelle città, nei luoghi di aggregazione dei giovani universitari in cui i ragazzi si sono ritrovati per ascoltare la propria band del momento. Se a tutto questo aggiungiamo che siamo nell'epoca in cui i social sono il mezzo di comunicazione più potente che ci sia e alla portata di tutti, capiamo come questo momento storico è importante per tutta la musica emergente italiana. Ad oggi non esiste un confine tra musica pop e musica indie in Italia, ma esiste il modo in cui un gruppo riesce ad arrivare. Parliamo tutti ad una generazione che è abituata ad un certo tipo di linguaggio, siamo un po’ figli di Calcutta, Brunori, Paradiso e compagnia bella. :) :( 

 

Facendo un giro sui vostri social, specialmente su Instagram, si vede come siate molto attivi e molto attenti ai vostri post. Come si coniuga l'esordio su un palco con un album con quello sul web e sui social? Quanto è importante avere un profilo Instagram oggi per riuscire ad emergere?

Come risposto alla domanda precedente i social in questo momento sono fondamentali. Se le playlist di Spotify sono diventate le nuove classifiche radio, i social come Instagram sono un po’ l'ufficio stampa del progetto. I social sono il mezzo con cui un progetto indipendente cerca di far arrivare la propria musica a più utenti possibili, quando iniziano a girare i numeri sui canali social si accende una macchina lavorativa importante. 

 

  

Rimanendo sul tema social. Sui vostri profili troviamo le foto dei vostri concerti e la domanda sorge subito spontanea: com'è suonare con una scatola in testa? 

Il problema è il caldo e questa estate non sapremo dover battere la testa di Legno. Battute a parte è molto bello, perché ci sentiamo in qualche modo senza nessuna paura addosso, come dei super eroi. Con la maschera possiamo suonare ovunque, ci piace molto il rapporto che stiamo coltivando con i nostri fans e anche a loro, secondo noi, non dispiace cantare davanti ad una scatola di Legno durante i nostri concerti. 

 

Il vostro primo album si è già tolto qualche soddisfazione, come “Sei la mia Droga” inserita nella Playlist di Scuola Indie, e ci tengo a dirvi che mi è veramente piaciuto. In particolare Febbraio, dove riuscite a descrivere la normalità di questi tempi, unita al più classico dei tira e molla. Come e dove nasce un pezzo dei Legno?

Le nostre canzoni nascono da sole. Citazione a parte effettivamente ci rappresenta molto questa frase di Vasco e vi assicuriamo che le canzoni dei Legno nascono già con le parole, senza pensarci troppo, ci diciamo, scriviamo un pezzo e viene fuori. Ci piace molto che le nostre canzoni non siano troppo pensate ma abbiano quel fascino della prima volta, perché ci sentiamo più verità.

 

In questi giorni siete in tour per l’Italia. Come sta andando quest’esperienza? Quali sono i progetti per il futuro?

Suonare e stare in tour è la cosa più bella quando fai questo lavoro, siamo veramente felici. Stiamo conoscendo un sacco di gente che viene a sentire i nostri concerti. Non c'è cosa più bella. Per noi è un’esperienza veramente importante che sicuramente ci farà crescere. A settembre ci rimettiamo in studio a lavorare al nostro secondo album, ma prima una piccola sorpresina per l'Estate. :) :( 

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Alessandro Spiriti

Studia Ingegneria Meccanica a Roma, città in cui vive e che ama.
Nato mentre nei cinema proiettavano "I Soliti Sospetti" di Bryan Singer e nell'aria riecheggiava (What's The Story) Morning Glory? degli Oasis. 
Il cibo, lo sport e le sfide completano il quadro delle sue passioni.

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