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#Brad Mehldau Trio: una magica notte a Roma

Quello del Jazz è sempre stato un mondo di nicchia, lontano dalle rotazioni radiofoniche e forse anche da tutti gli altri generi musicali. Un paesaggio complesso e così ricco di numerose sfumature da necessitare qualcuno capace di orientarsi al suo interno e che sappia guidarti in esso. Io per questo ringrazio Simone. La notte del 3 ottobre, all'auditorium Parco della Musica di Roma, si è riempita di note e di melodie grazie allo straordinario talento di Brad Mehldau.


Il celebre pianista insieme a Larry Grenadier al basso e Jeff Ballard alla batteria formano il Brad Mehldau Trio che in questi giorni sta girando il mondo e le principali città europee in tour.

La sala Sinopoli dell'Auditorium è piena. Le luci si spengono e i tre artisti fanno il loro ingresso sul palco accolti dagli applausi. Di lì a poco inizierà uno spettacolo fatto di note, assoli e virtuosismi di assoluto livello.






I tre sul palco si intendono a meraviglia, in una grande alternanza di ruoli in cui ognuno si prende la scena a turno. Ci sono brani dove il pianoforte è il protagonista con basso e batteria che accompagnano. Pezzi in cui è uno degli altri strumenti ad essere al centro dell'esibizione. Altri ancora in cui tutti e tre gli strumenti hanno lo stesso peso e danno vita ad un trionfo di note.

 

Vengono eseguiti grandi classici del repertorio, Young and Foolish e When It Rains, cover riarrangiate in chiave jazz, Besame Mucho, o di mostri sacri come Jimmy Hendrix e persino pezzi nuovi i cui spartiti ancora non hanno un nome. Quelli citati sono solo alcuni dei brani di una scaletta impossibile da stilare. L'improvvisazione infatti avvolge e trasforma tutto ciò che abbraccia dando vita a versioni mai ascoltate, più o meno simili agli originali, ma che conquistano sempre e comunque i presenti in sala. Ogni pezzo termina con i fragorosi applausi di un pubblico completamente in visibilio ed entusiasta dello show. Applausi che faranno tornare più volte Brad Mehldau e i suoi sul palco per concedere diversi bis e regalare qualche altra ora di musica.

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Alessandro Spiriti

Studia Ingegneria Meccanica a Roma, città in cui vive e che ama.
Nato mentre nei cinema proiettavano "I Soliti Sospetti" di Bryan Singer e nell'aria riecheggiava (What's The Story) Morning Glory? degli Oasis. 
Il cibo, lo sport e le sfide completano il quadro delle sue passioni.