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#L'anima poliedrica di Ara Malikian al Teatro dal Verme

Ara nasce in Libano da padre areno, ma il suo talento musicale, già in giovane età, lo porta a perfezionarsi in Germani, per poi spostarsi spesso.

Questa sua vita cosmopolita, mista ad un carisma innato, lo porta a creare performance in cui mescola i generi al fine di rendere uno strumento classico come il violino, uno strumento popolare.

Lo spettatore si trova quindi ad ascolta rapito concerti che passano da sonorità classiche, a stili etnici con influenze armene, arabe, ebraiche, klezmer e gitane che si fondono e creano atmosfere che profumano d'oriente; non mancano tuttavia riferimenti alla cultura pop e rock. L'artista si fa accompagnare da un'orchestra di violino, viola, violoncello, contrabbasso, chitarra, batteria e percussioni che, in un respiro simbiotico, gioca con i suoni in un rincorrersi, sfidarsi e completarsi a vicenda con una grinta ed energia che non può non catturare la platea.

Ara è capace di tessere uno spettacolo in cui narra momenti della propria vita, quale filo conduttore della scaletta. Facciamo quindi la conoscenza del non che si salva dal genocidio armeno grazie al violino, che viene tramandato di padre in figlio fino ad essere mostrato orgogliosamente sul palco dal poliedrico artista. Scopriamo frammenti di vita vissuta i giro per il mondo, esperienze artistiche, scoperte e delusioni.

Uno spettacolo in cui gli interpreti in scena non si risparmiano per la felicità degli amanti del violino ed in generale per tutti coloro che amano la buona musica.

Giudizio complessivo:

Impegno:

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Juri Signorini

Viaggiatore iperattivo, tenta di sempre di confondersi con la popolazione indigena.

Amante della lettura, legge un pò di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare ai sofferenti per amore, inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.

Melomane vecchio stampo: è chiamato il fondamentalista del Loggione. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner.

L'opera preferita tuttavia è la Tosca, la quale si narra, ma non vi sono prove certe, lo abbia commosso fino alle lacrime..

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