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#La mia vita da zucchina.

LA MIA VITA DA ZUCCHINA

 
regia: Claude Barras
soggetto: Gilles Paris
fotografia: David Toutevoix
sceneggiatura: Céline Sciamma
montaggio: Valentin Rotelli
musiche: Sophie Hunger
cast: Gaspard Schlatter, Sixtine Murat, Paulin Jaccoud, Michel Vuillermoz, Raul Ribera
 
anno: 2016
nazione: Svizzera, Francia
produzione: RITA, Blue Spirit Productions, Gébéka Films
distribuzione: Teodora Film
genere: animazione
data uscita in Italia: 1 dicembre 2016
durata: 66 min
giudizio complessivo: 
impegno:  

Il nuovo film d'animazione di Claude Barras ci racconta la vita del piccolo Zucchina intessendo una trama semplice, divertente ma riflessiva, che accontenta anche gli adulti.

Zucchina, rimasto orfano, viene mandato in una casa famiglia. Grazie all'amicizia di altri ragazzini dalle storie più disperate , riuscirà a superare le difficoltà e a guardare avanti senza dimenticare il suo passato, con occhi positivi.

Il sudare su un progetto ripaga sempre. Il film girato completamente in stop motion di Barras non a sproposito è stato definito un gioiellino. Sono serviti otto mesi circa per la sua realizzazione e la mano scrupolosa dei suoi realizzatori è quasi palpabile. Barras ama le sue creazioni e con altrettanto amore le mostra al pubblico. Pubblico importante, annotiamo, perché “La mia vita da zucchina” è stato presentato durante la Quinzaine des Réalisateurs, festival parallelo a quello di Cannes.

Per l'animazione dei bellissimi pupazzi di Barras è stato scelto non proprio un tipo a caso. Kim Keukeleire ne è il burattinaio, già noto per lavori come Galline in fuga e Frankenweenie di Tim Burton. La sceneggiatura è affidata a Céline Sciamma, innamorata del progetto e commossa dagli stessi personaggi per cui compone dialoghi.

La mia vita da zucchina stupisce per la semplicità con cui sa manovrare temi difficili. Probabilmente i bimbi al cinema potrebbero perdersi su alcuni passaggi burocratici, che definiscono le adozioni, parlano di denaro o di donne immigrate che sono state costrette a lasciare il paese perché rispedite a casa. Molto divertente quando inscena i tentativi dei ragazzini d'afferrare cosa sia esattamente il sesso, come lo si fa e quali siano le sue conseguenze, sfumatura apprezzabilissima che va a far schiudere un uovo, crepa quella campana di vetro entro cui molto spesso alcuni film d'animazione si muovono, tappando ogni possibile fuoriuscita di temi etichettati come “Taboo”. La trama istruisce su come continuare a guardare avanti, cosa che ai bambini quasi sempre viene bene e che da adulti risulta particolarmente difficile. Amicizia, amore, comprensione dell'altro e richiesta d'aiuto. Tutto ciò che i genitori da mattino a sera cercando d'insegnare ai propri figli.

Il genere in questione è oramai inscalfibile, gode di vita propria e non vogliamo più farne a meno dei “passo uno” dal marcato realismo drammatico-fanciullesco. Detto questo indirizziamo bambini e non alla visione di “La mia vita da zucchina”.

Avete già visto questo film? Lo andrete a vedere? Condividete l'opinione di Luca o siete di un altro parere? Lasciateci un commento con i vostri pensieri sotto!

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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