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#Rai 5: grandi interpreti per una settimana di musica

La violoncellista argentina Sol Gabetta con l’Orchestra Rai; due grandi maestri come il regista Bob Wilson e il direttore d’orchestra Georges Prêtre; i celeberrimi Carmina Burana in una versione danzata; un’opera rara e raffinata come Thaïs di Massenet. Sono le proposte musicali che Rai Cultura programma quotidianamente su Rai5 nella fascia oraria del tardo pomeriggio, dalle ore 18 alle ore 20, da lunedì 6 a venerdì 10 aprile.

Apre la settimana, lunedì 6 aprile alle 18, la star argentina del violoncello Sol Gabetta, protagonista del concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai registrato nel marzo 2019. Salita alla ribalta internazionale dopo la vittoria del Crédit Suisse Young Artist Award nel 2004 e il successivo debutto con i Wiener Philharmoniker diretti da Valery Gergiev, Gabetta unisce alla consolidata carriera da solista la passione per la musica da camera, suonando in sale prestigiose come la Wigmore Hall di Londra e il Palau de la Música Catalana di Barcellona. Interprete capace di destreggiarsi senza difficoltà dal barocco al contemporaneo, ha conquistato nel 2018 il premio “Herbert von Karajan”, che si aggiunge ai tanti riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni, dal Čajkovskij di Mosca all’ARD di Monaco di Baviera. Per il suo ritorno con l’Orchestra Rai propone il Concerto in re minore per violoncello e orchestra di Édouard Lalo, pagina di brillante inventiva che figura fra i maggiori capolavori del repertorio per lo strumento. Eseguito per la prima volta ai Concerts Pasdeloup di Parigi nel 1877, si distingue per gli echi spagnoleschi che ne informano l’estro capriccioso dei ritmi e delle melodie.






Sul podio è chiamato il direttore greco Constantinos Carydis. Vincitore del premio “Carlos Kleiber” nel 2011, collabora attivamente con la Bayerische Staatsoper e l’Opera di Francoforte, ma ha diretto anche produzioni per la Royal Opera House di Londra, la Wiener Staatsoper, la Staatsoper di Berlino, fra le altre. Carydis propone in apertura il poema sinfonico Chasse fantastique di Ernest Guiraud, noto per aver musicato i recitativi della Carmen di Bizet. Il brano, composto nel 1887, è ispirato alla favola di Victor Hugo La leggenda del bel Pécopin e della bella Bauldour, omaggio dichiarato ad una delle regioni mitiche del Romanticismo europeo: la Valle del Reno.

La chiusura del concerto è affidata a Nikolaj Rimskij-Korsakov e alla sua Shéhérazade op. 35. Gli incanti fiabeschi e orientali delle Mille e una notte costituiscono la suggestione della suite sinfonica, scritta nel 1888 a breve distanza da altre due famose opere rimskiane come Capriccio spagnolo e La grande Pasqua russa. Nel nome di Shéhérazade – astuta sultana che salvò la sua vita incantando il crudele marito Šahriar con meravigliosi racconti – sono riuniti vari episodi della celebre raccolta araba di novelle: Il mare e la nave di SinbadIl racconto del principe KalenderIl giovane principe e la giovane principessaFesta a Bagdad e La nave s’infrange contro una roccia.

Martedì 7 aprile, sempre alle 18 su Rai5, va in onda quello che è considerato il primo vero capolavoro della storia del melodramma: L’Orfeo di Claudio Monteverdi. Lo spettacolo, andato in scena al Teatro alla Scala nel 2009, è diretto da Rinaldo Alessandrini che ha curato anche l’edizione critica dell’opera. La regia, le scene e le luci sono firmate dal regista statunitense Robert Wilson, che crea un’ambientazione dominata da riferimenti pittorici che vanno da Tiziano a Magritte. La sua consueta eleganza astratta si estende anche all’oltretomba, definito più come una proiezione del pensiero umano che come luogo fisico. Protagonisti sul palco sono Roberta Invernizzi, nel triplice ruolo della Musica, di Euridice e di Eco; Georg Nigl come Orfeo; Sara Mingardo nei due ruoli della Messaggera e della Speranza.

Mercoledì 8 aprile è protagonista uno dei più grandi direttori d’orchestra del XX secolo: Georges Prêtre, scomparso all’età di 92 anni nel 2017. Il concerto, proposto alle ore 18 su Rai5, è datato 28 febbraio 2011, con la Filarmonica della Scala, di cui Prêtre era socio onorario. In programma la Sinfonia in re minore di César Franck, composta tra il 1886 e il 1888 ed eseguita per la prima volta alla Società di Concerti del Conservatorio di Parigi il 17 febbraio 1889. Un’opera che inizialmente faticò ad affermarsi, e che fu addirittura definita da Gounod “una dichiarazione di impotenza spinta fino al dogma”, ma alla quale oggi spetta un posto di rilievo tra i lavori del decadentismo europeo. A seguire due pagine della “Trilogia romana” di Ottorino Respighi: Fontane di Roma, scritta nel 1916, e Pini di Roma, creata nel 1924. Entrambe perfette per esaltare il gusto coloristico di Prêtre e le capacità virtuosistiche della Filarmonica della Scala.

Giovedì 9 aprile alle 18 va in onda su Rai5 una versione coreografica dei Carmina Burana di Orff che si presenta come uno spettacolo di "arte totale". Commissionato dal Teatro San Carlo di Napoli, dove è andato in scena nel 2014, l'allestimento è firmato dal coreografo cinese di adozione newyorkese Shen Wei, che ne ha curato coreografie, ideazione visiva, scene e costumi. Per la prima volta, all'interno dell'opera di Carl Orff, sono stati eseguiti altri quattro brani tratti dal codice “Cantiones Profanae”, orchestrati su melodie di epoca medievale da Jordi Bernàcer. Sul podio del Lirico è impegnato proprio il direttore spagnolo, per uno spettacolo che coinvolge tutte le forze artistiche del “Massimo” napoletano: l'Orchestra, il Coro diretto da Salvatore Caputo, il Coro di Voci Bianche diretto da Stefania Rinaldi e il Corpo di Ballo diretto da Alessandra Panzavolta, con trentadue danzatori del Lirico e sette della Shen Wei Dance Arts. Le voci soliste sono il soprano Angela Nisi, il tenore Valdis Jansons e il baritono Ilham Nazarov.  “I Carmina Burana” - ha detto Wei - “sono una partitura estremamente nota, immediata, in qualche modo svilita dalla sua estrema popolarità. Tuttavia, ascoltandola nel profondo, ho ritrovato la sua purezza e la sua bellezza autentiche, ed è questo ciò che voglio trasmettere al pubblico”. “Allestire questo spettacolo è stata per me una vera e propria sfida, nella quale ho curato i movimenti dei cantanti, i loro costumi, le scene e naturalmente le coreografie. Ma soprattutto, non essendoci un libretto vero e proprio, ho ideato una narrazione coreografica e visiva, nel rispetto della struttura originaria di Orff, in cui i movimenti si susseguono e si legano l’uno l’altro, descrivendo ciascuno una poesia o la sensazione della musica dei singoli canti”. Tra riferimenti agli elementi naturali, al Medioevo, al Rinascimento, Wei ha immaginato in chiave contemporanea la sua personale versione dei “Carmina”, con ballerini come figure astratte – alcuni con costumi simili a una seconda pelle – e cantanti prigionieri in statue di cui diventano anima.

La settimana di pomeriggi musicali di Rai5, si conclude venerdì 10 aprile alle 18 con la “comédie lyrique” di Jules Massenet Thaïs, tratta dall’omonimo romanzo di Anatole France e rappresentata per la prima volta all’Opéra di Parigi il 16 marzo 1894. L’allestimento proposto è quello andato in scena al Teatro Regio di Torino nel 2008 con la direzione musicale di Gianandrea Noseda, che esalta il melodismo floreale in stile Art Nouveau della partitura, e la regia di Stefano Poda, che firma anche coreografia, scene e costumi. Protagonisti sul palco sono Barbara Frittoli che debutta nel ruolo del titolo, il cantante georgiano Lado Ataneli nelle vesti di Athanaël, Alessandro Liberatore è il filosofo Nicias. Regia televisiva a cura di Tiziano Mancini.

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Juri Signorini

Viaggiatore iperattivo, tenta di sempre di confondersi con la popolazione indigena.

Amante della lettura, legge un pò di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare ai sofferenti per amore, inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.

Melomane vecchio stampo: è chiamato il fondamentalista del Loggione. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner.

L'opera preferita tuttavia è la Tosca, la quale si narra, ma non vi sono prove certe, lo abbia commosso fino alle lacrime...

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