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#La vedova allegra nelle briose atmosfere degli anni '50 su Rai 5

Torna su Rai5, venerdì 13 marzo alle ore 18,00, nella nuova fascia quotidiana che Rai Cultura dedica alla musica, la più celebre delle operette: “Die lustige Witwe” (La vedova allegra) di Franz Lehar, nell'allestimento firmato da Damiano Michieletto andato in scena all'Opera di Roma nell'aprile del 2019, con la direzione di Constantin Trinks.

Nell’originale rilettura del regista veneto, questo classico del teatro leggero – su libretto di Victor Léon e Leo Stein, tratto dalla commedia L’attaché d’ambassade di Henri Meilhac – lascia il periodo glorioso della Belle Époque per prendere forma alla fine degli anni Cinquanta, non a Parigi nella sede dell’ambasciata di un paese immaginario ma fra gli sportelli di una banca di provincia. 

Sono partito dall’idea che ciò che muove tutto, dal punto di vista drammaturgico, sono i soldi – dice Michieletto – L’interesse e l’attenzione rivolti a questa vedova sono motivati esclusivamente dall’eredità che lei porta con sé. Ho costruito, quindi, un parallelo tra l’ambasciata di cui parla il libretto e una banca: la banca di Pontevedro. Il barone Zeta non è più ambasciatore ma direttore di questo istituto creditizio, che ho immaginato come quelle piccole banche sparse nel territorio italiano. Un istituto di provincia, sempre a rischio di essere divorato dai grandi colossi bancari».






Realizzato in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia, lo spettacolo, proposto in lingua originale con sottotitoli, è ambientato nelle briose atmosfere della provincia del dopoguerra con balli rock’n’roll e boogie-woogie, create dalle scene di Paolo Fantin, dai costumi di Carla Teti, dalle luci di Alessandro Carletti e dai movimenti coreografici di Chiara Vecchi. Protagonisti sul palco Nadja Mchantaf nella parte della ricca ereditiera Hanna Glawari, Paulo Szot in quella del conte Danilo Danilowitsch, Anthony Michaels-Moore come il barone Mirko Zeta, Adriana Ferfecka nei panni di Valencienne, Peter Sonn in quelli di Camille de Rossillon, Marcello Nardis come Raoul de Saint-Brioche, Simon Schnorr nella parte del visconte Cascada, Roberto Maietta in quella di Kromow e Karl-Heinz Macek come Njegus. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è istruito da Roberto Gabbiani.

In un turbinio di amori, tradimenti e gelosie, fra equivoci e colpi di scena, la vicenda resta fedele all’originale attraverso un escamotage. A sipario abbassato l’impiegato di banca Njegus dà inizio alla storia con un tocco di polvere di stelle che spargerà poi su tutto lo spettacolo. Qui il barone Zeta spinge Danilo, impiegato sfaticato e donnaiolo, a sposare la vedova Hanna Glawari per riportare credito nelle casse della banca in crisi di liquidità. Il sogno chiude il cerchio quando Danilo si addormenta nel suo ufficio, immagina le grisettes risvegliato poi dalla realtà con i vertici della banca che lo richiamano al dovere: sposerà la vedova per salvare le sorti della Pontevedro Bank e permettere a tutti di continuare a speculare allegramente. Regia televisiva a cura di Claudia De Toma.

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Juri Signorini

Viaggiatore iperattivo, tenta di sempre di confondersi con la popolazione indigena.

Amante della lettura, legge un pò di tutto. Dai cupi autori russi, passando per i libertini francesi, attraverso i pessimisti tedeschi, per arrivare ai sofferenti per amore, inglesi. Tra gli scrittori moderni tra i preferiti spiccano Roddy Doyle, Nick Hornby e Francesco Muzzopappa.

Melomane vecchio stampo: è chiamato il fondamentalista del Loggione. Ama il dramma verdiano così come le atmosfere oniriche di Wagner.

L'opera preferita tuttavia è la Tosca, la quale si narra, ma non vi sono prove certe, lo abbia commosso fino alle lacrime...

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