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#Cose che dimentico, ma che si ritrovano

L'11 gennaio 1999, il mondo ha appreso la notizia della morte, a soli 59 anni di Fabrizio de André, il cantautore-poeta che ha dato parola e dignità agli “ultimi della terra”, lo stesso autore di canzoni indimenticabili, canticchiate da generazioni e generazioni, riassumendo nelle raccolte dei tredici album della sua carriera, cos'è sostanzialmente la vita, descrivendola e trovando il modo di dare un significato così profondo ma, con incredibile semplicità.

È stato per l’Italia, per il mondo, fonte di ispirazione, un patrimonio nazionale che vede noi tutti eredi della sua sensibilità artistica. La moglie, Dori Ghezzi, dice di Faber:

Fabrizio è sempre stato insoddisfatto del mondo. Eppure sognava un mondo migliore per chi sarebbe arrivato dopo di lui.






Ad 80 anni dalla nascita del Poeta, abbiamo tra le mani un’inestimabile reperto storico, un sogno che si avvera per gli innumerevoli fans che ancora oggi fanno oro delle massime del cantautore genovese: il filmato del concerto del 3 gennaio 1979, con la Premiata Forneria Marconi (o PFM), recentemente ritrovato dopo essere stato avidamente custodito per oltre 40 anni dal regista Piero Frattari che partecipò alla realizzazione delle riprese. Distribuito da Nexo Digital con la direzione di Walter Veltroni il docu-film uscirà nelle sale dal 17 al 19 febbraio con i media partner Onstage, Radio DEEJAY, Rockol.it e MYmovies.it .

Intervallato da emozionanti interviste che rievocano amori ed umori nella memoria delle persone più care all’autore, (sicuramente rievocheranno sentimenti contrastanti in ognuno di noi), oltre la moglie Dori Ghezzi,  anche Flavio Premoli, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida,  David Riondino e Guido Harari, le canzoni di Faber, arrangiate alla perfezione, e intrise di straordinaria intesa con la band rock progressivo italiano PFM, con le quali ha condiviso e creato scelte musicali originali sprezzanti di comune logica, porteranno finalmente alla luce, i sentimenti e le emozioni di questo irripetibile concerto-reperto del quale per anni, si è dubitato che ne esistesse una vera documentazione.

La nomea di artista da “non concerto” che ha sempre visto De André restio ad esibirsi sul palco, cadde quando nel 1978 la PFM lo convinse a fare un tour insieme lungo la penisola, arrangiando i suoi brani in chiave rock. L’estro artistico e l’amicizia che porta Fabrizio e PFM a mettere in scena uno spettacolo inimitabile al suono e ritmo delle più famose ed amate “opere d’arte” come La canzone di Marinella, Andrea, Volta la carta, Il testamento di Tito, Un Giudice, Giugno '73, Rimini, Amico fragile, Zirichiltaggia, i Via del campo, Avventura a, Bocca di rosa, La guerra di Piero e Il pescatore, insieme ai testi scritti a mano da Faber, che scorrono sullo schermo mentre si dipana il concerto.






Quello del ’79 fu il “Concerto per la città". Per la sua città natale, Genova, che rappresenta il porto sicuro nel quale è ri-approdato questo fantastico documento dopo essere stato in balia della tormenta della memoria perduta, restituendo orgoglio e dignità ad un evento che ha segnato generazioni. La vita, il sequestro, la malattia, le idee pacifiste ed anarchiche, la sua “religiosità” in ossimoro al suo pensiero sulla Chiesa hanno caratterizzato uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato i contenuti della musica italiana e che ancora oggi è fonte di continua ispirazione per giovani emergenti (e non).

Dopo il successo del film  “Principe libero", che vedeva Luca Marinelli nei panni dell'artista genovese, questo documentario porterà nei cuori di tutti molta nostalgia, ma farà riemergere alla memoria la grandezza artistica e, sicuramente umana di Fabrizio Cristiano De André, e per citare ironicamente proprio Faber le registrazioni del concerto che avremo l’occasione di ammirare, di nuovo per alcuni e, finalmente per altri, non sono di certo:

Cose che dimentico. Sono cose che dimentico.

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