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#Tutte le contraddizioni della periferia romana

A Tor Bella Monaca non piove mai, non si ride spesso e nessuno sembra fare in tempo a godersi i piccoli attimi di vita senza che un evento funesto gli avveleni l’umore.

La malinconia accompagna quotidianamente gli abitanti di questo periferico quartiere di Roma, che recentemente è stato oggetto di un’operazione antidroga finita con una ventina d’arresti, e che nel film di Marco Bocci diventa mosaico di palazzi grigi e strade tetre, in cui a farla da padrona è l’angosciante incertezza con cui i residenti chiudono la giornata, ignari se potranno lavorare, sognare e amare anche quella dopo.

Lo sanno bene Mauro e Romolo Borri, due fratelli antitetici ma profondamente legati l’uno all’altro. Entrambi portano sulle spalle il peso di una situazione opprimente: due anziani genitori, Guglielmo e Maria, con cui convivono, una nonna appena deceduta la cui pensione era una preziosa risorsa per ‘arrivare a fine mese’, la moglie e la figlia di Romolo.

Quest’ultimo, il figlio maggiore dei Borri, ha avuto un passato da delinquente, ma si è riscattato grazie a un posto di lavoro in una officina del ferro, e non desidera altro che una vita matrimoniale più intima e lontana dalle mura domestiche. Mauro, invece, è un ex studente, diplomato in Ragioneria, che arranca cercando lavori modesti. Non ha successo, anche se una buona dose di fortuna gli gioverebbe ora che la sua donna, la bella e testarda Samantha, l’ha lasciato per un dottore: Mauro non si dà pace, e la cerca di continuo perché spera che lei possa rivalutarlo, riavendola così indietro.






Non sarà facile. Il degrado e l’insofferenza che condizionano ogni aspetto della realtà di Tor Bella Monaca saranno i due più ostinati ostacoli con cui Mauro dovrà fare i conti.

Bocci non ha tardato a evidenziare come il destino possa vincolarci a un’unica etichetta che, se non corrisponde a quello che siamo veramente, può restarci addosso per sempre. "Il film - ha detto - nasce dal desiderio di raccontare le persone come esseri umani pieni di tentazioni, difficoltà e percorsi quasi obbligati; nasce dall’importanza di riconoscere la propria natura e la capacità di accettarla per quello che è, perché se nasci buono, buono resti, ma se sbagli resti per tutti quello che ha sbagliato".

Il film di Bocci è meritevole perché racchiude le esperienze più intime del regista, quelle "due anime diverse e contrastanti, che si dividono in due fratelli, Mauro e Romolo"; perché, guardandolo, impariamo a conoscere una periferia più sconosciuta di quel che appare, "fatta di tante e tante persone sane che lottano per restare unite e restare oneste" - valori sempre più minacciati dagli interessi personali e dalla spietata corsa verso il profitto, a scapito di sentimenti più autentici.

Queste sono le premesse (e garanzie) della pellicola, che per il suo sceneggiatore e regista hanno avuto lo scopo di "raccontare una periferia vera, dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall'altro, ma ognuno indispensabile per il prossimo".

Prodotto da Minerva Pictures e distribuito da Altre Storie, ‘A Tor Bella Monaca non piove mai’, che uscirà il prossimo 28 Novembre, vanta un cast eccellente, dalla performance tutt’altro che elementare di interpreti di prim’ordine; narra una storia che arriva a tutti, "senza però - sostiene il regista - perdere l’intento primario del cinema che è emozionare ed intrattenere".

Ardite e degne di nota, in ultimo, anche la fotografia di Federico Annicchiarico e la colonna sonora curata da Emmanuele Frusi, tanto suggestiva la prima quanto ruggente la seconda.

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