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#Tra film e storia, sentimenti e bombardamenti

L'intento del regista dei disaster movies Roland Emmerich, è di proporre una rivisitazione degli eventi che hanno portato alla disfatta della marina militare statunitense nel Pacifico, culminando nella Battaglia di Midway (giugno 1942). Nel mezzo anche il Raid di Doolittle a Tokyo (aprile 1942) e la battaglia del Mar dei Coralli (maggio 1942). La storia pero' va oltre una retorica patriottica che, comunissima nei film di guerra di questo genere, viene svincolata dal regista, portando in luce la parte più umana vissuta dai protagonisti e dalle loro famiglie.

Viene raccontato principalmente dal punto di vista di due soldati americani, il pilota Lt. Dick Best (Ed Skrein) che guidava il reparto subacquei a Midway e l'agente Lt. Comm. Edwin Layton (Patrick Wilson) che con i suoi compagni voleva bloccare a metà strada l'attacco.

Il susseguirsi di personaggi, che portano il nome dei veri protagonisti della guerra, come  l'ammiraglio Chester Nimitz (Woody Harrelson), Il vice ammiraglio William "Bull" Halsey (Dennis Quaid), il contrammiraglio Raymond Spruance (Jake Weber), il tenente comm. Eugene Lindsey (Darren Criss) e Lt. Comm. Jimmy Doolittle (Aaron Eckhart) con il crittografo comandante Joseph Rochefort (Brennan Brown) e il macchinista dell'aviazione Mate Bruno Gaido (Nick Jonas), creano nella trama una famigliarità e un senso di attaccamento, a volte di compassione che non ci si aspetta dopo una miriade di bombardamenti, esplosioni e tricks aerei sorprendenti.






L'alternanza sullo schermo di proporre anche la controparte all'opera, la marina Imperiale giapponese, guidata dal famosissimo ammiraglio Isoroku Yamamoto (Etsushi Toyokawa) che rappresenta un ossimoro di  calma e dignità, all'interno di un contesto caotico e di continua lotta per la supremazia, è ben riuscita.

Le enormi scene che mostrano veivoli che esplodono, cadono infuocati e bombardati sono resi al meglio data l'esperienza dei film di cui il regista è massimo esponente nel panorama. (da ricordare Indipendance  Day 2009).  Le scene di aviazione, in particolare il bombardiere subacqueo gestito da Dick Best, sono state messe in scena in modo eccellente, girate e montate per rievocare una continua corsa.

Per le sue 2 ore e 18 minuti di frenesia, le battaglie navali, aeree e l'eroismo dei personaggi sono esattamente nel Midway, sempre centrale, come emerge sempre centrale il sentimento dei protagonisti nei confronti di una guerra che va oltre quella della battaglia vera e propria ma anche quella sentimentale, la pressione e i sentimenti nei confronti dei propri cari, che agiscono da eroi supplementari, ma che non hanno una caratterizzazione psicologica forte, ma ci si immedesima comunque nel dramma che ovviamente stanno vivendo. Per questo l'immagine che ci rimane impressa di Richard Best è l'abitudine di attaccare la gomma da masticare accanto alla foto della moglie, all' interno della cabina di comando del suo aereo.

L'intento del regista, di tutto il cast e di tutte le star è quello di rendere onore e rispetto per gli eroi che hanno interpretato.

Nel complessivo è un buon film, con un buon intento. Non manca assolutamente la parte  che spesso caratterizza le pellicole di Emmirich, il racconto delle storie, degli errori ed orrori che la battaglia di Pearl Harbor si è portata dietro segue un buon filo narrativo e si presta bene ad essere considerato un buon omaggio agli eroi di una guerra tanto acclamata, quanto discussa, a metà strada (nel midway) fra colpe e successi.

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