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#Kidding: Il fantastico mondo di Mr. Pickles

KIDDING

ideatore: Dave Holstein 
fotografia: Shawn Kim
musiche: David Wingo
cast: Jim Carrey, Catherine Keener, Frank Langella, Judy Greer, Cole Allen
 
stagioni: 1 
episodi: 10
anno: 2018
nazione: USA
produzione: I Love You Julian!, Aggregate Films, Some Kind of Garden
distribuzione: Showtime
genere: commedia, drammatico 
data uscita in Italia: 7 novembre 2018
durata: 28- 32 (episodio) min

In onda su Sky Atlantic dal 7 novembre, Kidding è una serie di Showtime con Jim Carrey nei panni di un Tonio Cartonio americano. Con il genio di Gondry a manovrare ifili, il risultato è una delle più belle serie tv di sempre. 

Ambientata a Columbus, in Ohio, la serie segue Jeff Piccirillo, noto presentatore televisivo per bambini conosciuto come Mr. Pickles, che viene apprezzato da bambini e genitori allo stesso modo. Mr. Pickles sostiene un impero multimilionario di branding, ma affronta una tragedia personale e una vita familiare difficile.

Senza l'ombra del più minimo dubbio, Showtime ha sfornato una serie tv di livello eccezionale, magnetica, spasmodica e decisamente “fuori di testa”. Fuori di testa come il suo principale interprete, Jim Carrey, che può tornare a risplendere di luce propria (dopo il passo falso di Dark Crimes), come prevedibile, dopo l'incontro di un grande visionario e sognatore: Michael Gondry.

Le figure fiabesche, a metà strada tra il regno dei pupazzi parlanti e quello del dramma della vita nudo e crudo, hanno da sempre il loro fascino. Personalmente mi sono sempre chiesto quali fossero i binari della vita di “Tonio Cartonio” al di là del set. Insomma: che succede “davvero” a Città Laggiù? Un a mezza risposta, incredibilmente esagerata e allo stesso tempo credibile, ce la da Kidding. 10 episodi per veder serpeggiare, sul coloratissimo sfondo di un programma per bambini, le peggiori disgrazie che un uomo possa raccontare della sua vita. Divorzi, perdite di cari, crisi sul posto di lavoro e non per ultimo, il dramma del possedere una sensibilità fuori dal comune.

Mr. Pickles è un idiota, nel senso più messianico del termine. Nell'incapacità di rivoltarsi al palcoscenico della vita e alle comparse meschine che imbracciano il copione, l'unica voce che il nostro protagonista è in grado di tirare fuori è indirizzata al pubblico dei più piccoli, gli spettatori incollati di fronte la tv mentre i genitori tradiscono, urlano, ammazzano e si degradano.

Vicino ai canoni dell'ultimissimo cinema mumblecore, Kidding si sfilaccia di continuo per poi ricomporsi, crea tensione e astutamente preme il grilletto nei momenti giusti. Siamo sempre dalla parte di Mr. Pickles, e lo faremmo anche se imbracciasse un bazooka per rendere macerie la sua città. Kidding è detestare l'innocenza eppure avvinghiarsi ad essa come esseri parassitari.

Quello proposto da showtime è si un incredibile studio sul personaggio, una tra i più belli visti in una serie tv, dove tuttavia non possiamo fare a meno di guardare per mezzo della lente d'ingrandimento posta sull'esistenza, un focus concesso dalla sagoma mitopoietica di Jim Carrey che consente di non lasciare a bocca asciutta la fame dello spettatore più esigente.

Il crescendo di Kidding è palpabile ma sempre mascherato. Impensabili le premesse, tanto che entrare nella vita di Mr. Pickles, dove si potrebbe piangere e ridere allo stesso tempo come nella migliore delle commedie nere, risulta essere un vero e proprio patto taciuto con lo spettatore, dove si accetta di accettare tutto. Parimenti impensabili sono poi le conclusioni, e diversamente non potrebbe essere. Kidding è culto dell'imprevedibilità della vita e della reazione umana, posta di fronte alla salda e rocciosa morale, bontà e amorevolezza del suo protagonista.

Accettando di accettare tutto, “ma fino a un certo punto”, Kidding porta il suo spettatore a riflettere come uno specchio gli stati interiori più strampalati e ancora umani, facendogli pesare sulla coscienza tutti i risvolti, le peggiori prese di posizione, le bugie e le vendette.

Non c'è catarsi in Kidding, perché la vita di Mr. Pickles, o meglio le sue tragedie, potrebbe ereditarle chiunque in qualsiasi momento. Allora i pupazzi, le canzoncine per bambini, le maschere e tutti i giochi del caso, finiscono per diventare dei giochi serissimi.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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