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#Un nemico che ti vuole bene: la recensione

UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE 

regia: Denis Rabaglia
fotografia: Markus Hürsch
sceneggiatura: Heidrun Schleef, Denis Rabaglia, Luca De Benedittis, Diego Abatantuono, David McWater 
montaggio: Claudio Di Mauro
musiche: Andrea Farri
cast:  Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Sandra Milo, Antonio Catania, Ugo Conti, Massimo Ghini, Andrea Preti, Roberto Ciufoli, Mirko Trovato
 
anno: 2018
nazione: Italia
produzione: Falkor Production, Turnus Film
distribuzione: Medusa Film 
genere: commedia, drammatico
data uscita in Italia: 4 ottobre 2018
durata: 97 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

In sala distribuito da Medusa Film dal 4 ottobre, Un nemico che ti vuole bene è un film italo-svizzero di Denis Rabaglia. Un flop senza beneficio del dubbio. 

In una notte di pioggia il professore di astrofisica Enzo Stefanelli soccorre e salva un giovane ferito da un colpo di pistola. Così gli deve ora riconoscenza e decide di dimostrargliela in un modo particolare. Visto che è un killer di professione, è pronto a uccidere gratuitamente quello che Enzo considera il suo peggior nemico. Il professore inizialmente si ritrae: non pensa di avere nemici. Il killer lo spingerà a guardarsi intorno e progressivamente le idee di Enzo cambieranno.

 

Evitando di fare i bacchettoni della situazione, va detto almeno che l'idea era carina. Salvare un killer ed avere un omicidio bonus da spendere nel breve termine, come una skill speciale nei videogiochi... un'idea affascinante che avrebbe dovuto essere il trampolino di lancio della pellicola diretta da Denis Rabaglia. Eppure, quello che resta da commentare è un pasticcio incredibile.

Se nella prima mezz'ora per lo meno la figura di Salvatore riesce a sollevare un minimo le sorti di un lavoro suicida, vuoi per l'aura da “o' principe” che Antonio Folletto si porta dietro da Gomorra, vuoi anche per l'incredibile capacità di Abatantuono di far ridere anche quando non vi è nessun motivo, tutto il resto è noia, come diceva Califano. Ma per davvero.

Trita e ritrita tiritera all'italiana, con tanto d'accoppiata moglie-amante, aggiungendo un truffatore e ladro che si finge prete, un'aspirante cantante lirica viziata fino all'inverosimile e infine una Sandra Milo, unica in grado di mettere in difficoltà lo spettatore. Il “ma che ha detto? Non si capisce niente” dopo ogni sua battuta è stato ricorsivo durante tutta la proiezione.

Serial killer-macchiette napoletani, caserecci e bonaccioni difficilmente credibili nei propri panni, come evocati dalle sceneggiature di Cesaroni e Un medico in famiglia.

Finale, sulle soglie dell'imbarazzante, in cui il redento serial killer, che tuttavia non ha mai ucciso nessuno, abbraccia una nuova vita dopo un equo riscatto.

Insomma, Un nemico che ti vuole bene ci dice che un po' tutti abbiamo un nemico, qualcuno da far sotterrare, annegare in un lago con i piedi nel cemento; un cranio da trasformare in uno scolapasta bucherellato. Ma , in qualche modo, non buono se non si era ancora capito, racconta anche come seppure circondati da bugiardi, truffaldini e familiari anaffettivi, se si è nati buoni (coglioni dice Abatantuono) non si può fare nient'altro che voltare la testa e ignorare. Chi nasce tondo non muore quadrato, anche se arriva l'opportunità del secolo. Non siamo sicuri dell'effettiva veridicità della morale. A nascere tondo e morire tale sarà questo film, che possiamo rivoltare in ogni modo e con ogni strumento, e che sempre un pasticcio rimane. 

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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