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#Escobar. Il fascino del male

LOVING PABLO

regia: Fernando León de Aranoa 
sceneggiatura: Fernando León de Aranoa
montaggio: Alex Catalan
musiche: Federico Jusid
cast: Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard, David Ojalvo, David Valencia, Julieth Restrepo
 
anno: 2018
nazione: Spagna, Bulgaria
produzione: Escobar Films, B2Y EOOD
distribuzione: Notorious Pictures
genere: drammatico
data uscita in Italia: 19 aprile 2018
durata: 127 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Dopo Narcos, Escobar: Paradise Lost e The Infiltrator, da Hollywood arriva ancora un film sul re dei narcotrafficanti: Pablo Escobar. Questa volta si fa luce sul sanguinario “benefattore” dell'america latina a partire dal racconto biografico della sua amante Virginia Vallejo. Traducendo su pellicola il libro "Loving Pablo, Hating Escobar" della stessa, arriva nelle sale Escobar: Il fascino del male di Fernando Leon De Aranoa. Dal 19 aprile al cinema.

La vita di Pablo Escobar (Javier Bardem) dall’ascesa criminale all’inizio degli anni Ottanta fino alla morte nel 1993, passando per gli anni del narcoterrorismo, della lotta contro la possibile estradizione negli USA e del rapporto con la giornalista Virginia Vallejo (Penélope Cruz) che, dopo essere stata a lungo la sua amante, decise di collaborare con la giustizia favorendo la sua cattura.

Per chi del re della cocaina non ne ha ancora abbastanza, De Aranoa propone un percorso alternativo nella vita del personaggio cinematograficamente super discusso negli ultimi tempi. Veri e propri tour per turisti della visione alla ricerca dell'essenza del male. Qualcuno ancora oggi parlerebbe di benefattore, di un Robin Hood, di un giustiziere che prende le parti dei più poveri nonostante i mattatoi che pesano sulle spalle. Lasciando all'alto dei cieli il giudizio di Escobar, De Aranoa confeziona un biopic concentrato solo a tratti sulle “opere” del signor Pablo Escobar e il suo cartello di Medellìn. Penelope Cruz nei panni della giornalista colombiana Virginia Vallejo narra da un punto di vista tutto femminile la sua vita con Pablo, amante focosa e provocante che invaghita dal potere di chi muove quintali di cocaina, e quindi montagne di soldi, intravede la sua carriera in discesa, ingolosita da una vita immersa nel lusso, nel vizio e nella spensieratezza. Ma il “vortice Escobar” finisce per trascinare anche lei nel baratro fatto di latitanze, carceri, fughe e minacce.

Si dice che la moglie del ladro prima o poi finisce sempre per piangere. Virginia Vallejo non solo piange, ma implora, prega, si inginocchia. Di bassissima taratura morale, stupisce come l'ex presentatrice Vallejo possa aver scritto un best seller che dopo qualsiasi lettura non fa che evocare una sagoma adolescenziale e capricciosa. De Aranoa racconta la vita di una arrampicatrice sociale cui la vita ha voltato le spalle in tutti i sensi.

Meno dettagliato della serie Narcos, Il fascino del male mette il turbo e non si perde mai in chiacchiere, lasciando spesso all'immaginazione ciò che la fretta sacrifica durante il percorso. Insomma, meglio vedere prima tutto il resto perché il rischio è quello di perdersi troppi passaggi.

Super tirato, sfilacciato e posticcio, sempre incastrato come in un abito gessato, De Aranoa perde per strada l'elemento più selvaggio e in tensione delle vicende di Escobar, come esibendo i suoi personaggi in un teatro di posa, dimenticando di rivelare a questi cosa si sta facendo. Poco nella parte Javier Bardem che spreca la possibilità di dare colore ad un animale da scena già per conto suo parecchio colorato, trasformandolo in un comunissimo boss mafioso con la sola sfortuna d'avere un nome troppo famoso (e un bel pancione da camionista). Decisamente più esplosiva l'interpretazione della bellissima Penelope Cruz che masticando uno snervante ma riuscitissimo inglese spagnoleggiante, da vera latina più che europea, porta sullo schermo la classe, ma anche l'ironia di una donna costretta all'elemosina con indosso abiti firmati da migliaia di dollari. Di contraddizioni e ripensamenti, risentimento e volgare pretesa di ragione è fatta l'anima di Virginia Vallejo, unico vero motivo per accettare il prezzo del biglietto.

Se cercate un film in grado di dire qualcosa di nuovo, e soprattutto di ben detto, sulla figura del noto narcotrafficante, forse conviene guardare altrove.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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