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#Made in Italy: recensione del nuovo film di Ligabue

MADE IN ITALY

regia: Luciano Ligabue
soggetto: Luciano Ligabue
fotografia: Marco Bassano
sceneggiatura: Luciano Ligabue
musiche: Luciano Ligabue
cast: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Tobia De Angelis, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi
 
anno: 2018
nazione: Italia
produzione: Fandango
distribuzione: Medusa Film
genere: drammatico
data uscita in Italia: 25 gennaio 2018
durata: 104 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

Dopo Radiofreccia e Da zero a dieci, Made in Italy è il terzo film diretto dal cantante e musicista Luciano Ligabue. Ispirato all’omonimo album uscito nel novembre del 2016, questa pellicola debutterà nelle sale cinematografiche giovedì 25 gennaio.


 

Riko è un semplice operaio di un salumificio di una piccola cittadina emiliana il cui compito è proprio quello di insaccare la carne di maiale. È un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra diventare improvvisamente precario. Vive di un lavoro che non ha scelto, nella casa di famiglia che a stento riesce a mantenere e con una moglie che, tra alti e bassi, ama da sempre. Quando le poche certezze, con cui era riuscito ad andare avanti, iniziano a vacillare, Riko capisce che è giunto il momento di mettersi in gioco e di riprendere in mano il suo destino.

Made in Italy è una tormentata dichiarazione d’amore del noto rocker emiliano per il nostro Paese che è alle prese con la crisi, le incertezze politiche, la mancanza di lavoro, lo spread e tutte quelle problematiche e difficoltà che si riversano nella vita quotidiana di ciascuno di noi. È una storia semplice che racconta di persone altrettanto semplici che devono iniziare a fare i conti con il tempo e con le scelte di vita compiute. Viene mostrata una generazione profondamente arrabbiata che non riesce più a rispecchiarsi nella società in cui vive, ma che allo stesso tempo non ha la forza di reagire lasciando quindi tutto così com’è nella precarietà. Due domande vengono continuamente poste ai protagonisti “come sono arrivato qui?” e “cosa ci faccio qui?”. Proprio in questo particolare contesto rientra anche Riko che si può considerare una specie di eroe del quotidiano che vive perennemente nel risentimento di una vita che sembra essergli sfuggita via delle mani troppo velocemente. Solamente grazie all’aiuto degli amici e della famiglia riuscirà pian piano a riottenere il pieno controllo del proprio presente e del proprio futuro.


 

Così come nelle sue canzoni, anche in questo film è possibile notare la presenza di quell’intento comunicativo, tipico di Ligabue, di rivolgersi a chiunque senza alcuna distinzione. Made in Italy è un’opera in cui tutti si possono facilmente riconoscere in alcune delle numerose tematiche presentate. Lo stesso cantante si identifica nel protagonista, interpretato da Stefano Accorsi, al punto da considerarlo un suo possibile alter ego. Le camicie rockabilly, lo spiccato accento emiliano, l’ampia collezione di dischi e la scelta di chiamarlo Riko, diminutivo di Riccardo, il secondo nome di Ligabue, sono alcuni dei tanti indizi che avvalorano questa ipotesi.

Made in Italy non propone niente di nuovo ed innovativo ma è solamente un inno sentimentale all’Italia che sta attraversando una fase di incertezza e instabilità. Un film drammatico che racconta la quotidianità attraverso gli occhi, gli stati d’animo e i sentimenti di un gruppo di persone comuni che insieme cercano di affrontare al meglio tutte le difficoltà che la vita pone a loro davanti.

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