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#Auguri per la tua morte: mezzo plagio e mezzo flop

HAPPY DEATH DAY

regia: Christopher Landon
fotografia: Toby Oliver
sceneggiatura: Christopher Landon, Scott Lobdell
montaggio: Gregory Plotkin
musiche: Bear McCreary
cast: Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine, Rachel Matthews, Charles Aitken, Jason Bayle, Phi Vu, Donna DuPlantier
 
anno: 2017
nazione: Stati Uniti
produzione: Blumhouse Productions, Digital Riot Media
distribuzione: Universal 
genere: horror
data uscita in Italia: 9 novembre 2017 
durata: 96 min
giudizio complessivo: 
impegno: 

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Il nove novembre arriva in sala Auguri per la tua morte, distribuito dalla Universal e diretto da Christopher Landon. A metà tra un plagio e un flop, un film di cui stupisce già solo l'uscita in sala.

Per dirla senza troppi giri di parole, ai piani alti della Universal ormai devono essere proprio a corto di idee, perché quando un film come “Auguri per la tua morte” vede la luce, necessariamente in qualche punto del sistema deve esserci una falla, qualcosa che non va. E se i problemi non sono quelli dei piani alti, delle Major, il problema si fa ancora più grave ed è il pubblico.

L'eventuale successo del film di Landon al botteghino e tra i consensi degli spettatori non potrà che essere l'emblema stesso della crisi che tiene in scacco il gusto e lo spirito critico dello spettatore medio. La punta di diamante di questo decadente(nel peggiore possibile dei sensi) flop-horror-age.

Il primo nemico contro cui Landon e tutti quelli che hanno messo mano al progetto devono confrontarsi è un film uscito nelle sale alcuni mesi fa, precisamente a luglio, intitolato Before I Fall e tradotto in italiano “Prima di domani”. Il film in questione diretto da Ry Russo-Young aveva già per conto suo parecchi problemi legati all'originalità e ai temi scontati. Per assurdo il film di Russo riesce a giganteggiare e fare il prepotente con un film come Auguri per la tua morte.

In entrambi i casi le protagoniste sono giovani e attraenti ragazze popolari , l'una delle superiori e l'altra al college, che continuano a svegliarsi nello stesso letto, alla stessa ora, ripetendo le stesse cose e finendo la giornata nello stesso modo, ossia morendo, prima di ripetere il ciclo sempre da capo. Per entrambe allora ci sono solo meno di 24 ore per capire come mettere fine all'incubo.

Nel caso di Auguri per la tua morte, il giorno in particolare è quello del compleanno della arcigna ragazza che avrà a disposizione decine e decine di compleanni orribili per capire cose della sua vita mai messe a fuoco per via del veloce flusso temporale dell'esistenza, analizzando al dettaglio ogni piccolezza grazie alla ripetizione ciclica degli eventi.

Dove Before I Fall però è un semplice raggrumarsi di vite poco più che adolescenziali, dove l'accettazione è un fattore da non dare per scontato, il film di Landon vuole giocare a spaventare, riuscendoci malissimo, creando un villain che non inquieta quasi più neanche la vittima. Un carnefice dipinto come un capriccio isterico, con una orribile maschera da mascotte, che non ha quasi ragione d'esistere sullo schermo. Colpi di scena disperati, soliti rapporti difficili da recuperare con i genitori, il solito passare dall'essere superficiale e fredda all'amare il mondo e le sue creature come in un cantico di San Francesco dopo aver fatto propri gli insegnamenti della brutta esperienza.

Poi c'è la regia asciutta, quella di cui non ti accorgi neanche e non per pulizia minuziosa e messa in ombra dell'ingegno tecnico. Quello che resta da dire, o forse ribadire, è un profondo e sincero “basta”, sperando in un vero e proprio boicottaggio della massa, finalmente redenta, finalmente disgustata e ribelle.

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Luca Cardone

Appassionato di letteratura classica, divoratore di testi teatrali e immancabilmente cinefilo nel midollo.

Follemente innamorato dello scrittore austriaco Thomas Bernhard.

Consacra la sua vita accademica alla filosofia, amalgamando gli antichi studi libreschi con la materia del cinema.

Aspirante scrittore con il sogno nel cassetto della regia; non è insolito sentirgli dire: dopo Tarkovskij se proprio c'è qualcuno quello è Dio.

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