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#L'arte dello "scarabocchio" di Basquiat al Mudec

Basquiat è stato uno dei maggiori esponenti della corrente artistica del graffitismo e, nella sua breve vita, un artista davvero molto prolifico.

Jean Michel prende piena consapevolezza della propria vocazione artistica all'età di 17 anni iniziando a produrre le prime opera, ovviamente, per le strade di New York, sotto lo pseudonimo SAMO® (Some Old Shit).

Non passeranno molti anni perchè Basquiat si faccia notare e diventi a pieno titolo un esponente della corrente Pop, alla pari di Warhol o Haring. Questa fama improvvisa, quanto inaspettata e di non facile gestione, fù per tutta la vita croce e delizia del giovane, il quale si trovò sempre sotto pressione nel produrre sempre più velocemente opere, molto apprezzate dal pubblico di collezionisti, tanto da veder venduti quadri sui quali stava ancora lavorando o con la vernice ancora fresca.

Nel percorso curato da Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio ritroviamo circa 140 opere dell'oltre migliaio prodotto in circa 10 anni di attività. Compiamo un viaggio attraverso i temi dominanti dell'espressione di questo giovane artista, confrontandoci con con una produzione grafica che a prima vista appare semplice e banale, a tratti infantile, con alcuni richiami ai cartoon, ma che esprime tutta la fragilità, la sensibilità e la paura di questo giovane artista.

Uno dei temi è la sacralità, richiamata spesso nei dipinti mediante la rappresentazione di corone uncinate e aureole. Guardando attentamente troveremo passi della Bibbia, quali le piaghe d'Egitto, l'Agnello sacrificale e il Giudizio Universale (con tanto di inserti di piume reali).

Senza titolo (Braccodi Ferro) [sic], 1983 Acrilico e pastelloa olio su tela,cm 182,9 x 182,9 Mugrabi Collection © The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016
Senza titolo (Braccodi Ferro) [sic], 1983
Acrilico e pastelloa olio su tela,cm 182,9 x 182,9
Mugrabi Collection
© The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016

Una delle fissazioni dell'artista è stata quella dell'anatonomia umana, mediante la raffigurazione, apparentemente slegata, di braccia, mani, mandibole, denti, ossa e organi. Tanta sofferenza appare nei dipinti che richiamano il tema della discriminazione razziale, i rimandi frequenti alle origini africane, celate dietro mistici stregoni. L'insicurezza traspare nel confronto con gli artisti classici, mediante tele che richiamano la Maya Desnuda di Goya, la Venere di Botticelli, Matisse, Picasso. L'angoscia per la mercificazione dell'arte che avviene in quel periodo, viene spesso riprodotta da Basquiat, idolatrato dal mercato malato dei galleristi.

Procession,1986 Acrilico e bassorilievo su tavola, cm 162 x 244 Mugrabi Collection © The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 201
Procession,1986
Acrilico e bassorilievo su tavola, cm 162 x 244
Mugrabi Collection
© The Estate of Jean-Michel Basquiat by SIAE 2016

La mostra offre inoltre esempi di opere alternative dell'artista, con stampe, musica, piatti fregiati a pennarello e si conclude con la sezione dedicata all'ultimo periodo dell'artista, quello fatto di collaborazioni con i massimi esponenti, quali Franco Clemente e Andy Warhol con opere create a "4 mani". Una di queste è Thiny Lips, che contiene una forte critica verso la politica di Ronald Regan, fatta secondo Basquiat e Warhol di false promesse.

Basquiat si spegnerà all'età di soli 27 anni per un overdose di droga, nella quale si era rifugiato nel suo ultimo anno a seguito dello shock per la morte improvvisa del suo caro amico Andy Warhol.

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